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domenica 6 dicembre 2009

Biennale di Venezia report

Questa nuova edizione della Biennale di Venezia prende avvio al mattino presto del 3 Giugno con un emozionante rito propiziatorio di un gruppo di danzatori Maori che inaugurano lo spazio della Nuova Zelanda. Questo segnale ci pare quello più indicativo di questa grande rassegna. Il canto stesso intonato, molto melanconico, è la cifra che centra in pieno una Biennale molto assopita e che più che guardare al domani ricorda un passato sicuro che ben non sa dove andare nel presente.
Le mostre più interessanti sicuramente quelle antologiche dedicate a Mona Hatoun alla Querini Stampalia, Rebecca Horn alla Bevilacqua la Masa in Piazza San Marco, Yoko Ono alla Bevilacqua la Masa di Palazzo Tito, Robert Rauschenberg al Peggy Guggenheim e Bruce Nauman diviso in ben tre spazi. Mentre quasi tutto il resto sembra molto noioso e privo di slancio. Perciò possiamo affermare di aver visto molti prodotti artistici, intesi come conferme stilistiche di una moltitudine di artisti che già si conoscevano, ma rarissime opere artistiche o almeno tentativi di opere. Soddisfa quindi il lavoro di un’artista come la Faveretto che coraggiosamente propone un difficile e nuovo lavoro, mentre quasi tutto l’arsenale mantiene toni molto rilassati. Un pochino meglio presso i giardini nel padiglione della Serbia con Katarina Zdjelar che presenta un’installazione variegata e stimolante, il padiglione delle Repubbliche Ceca e Slovacca che esibiscono l’intervento più forte dal titolo “Loop” di Roman Ondák, il Venezuela che pare uno dei pochi tentativi di essere parte dei propositi proposti da Daniel Birnbaum. Il Padiglione della Polonia con il lavoro “ Ospiti / Visitors / Goxcie” di Krzysztof Wodiczko, mi è parso tra i più eleganti ed efficaci.
Deludono tantissimo la Francia con un bruttissimo lavoro di Claude Lévêque, la Gran Bretagna con Steve McQueen, che mostra un magniloquente e noiosissimo video, la Germania con un mediocre lavoro installativo di Liam Gillick.
Fra gli eventi; molto interessante il simposio proposto dalla Fondazione T-BA21 e il video di Mark Lewis presentato in Campo Santa Margherita.
Lasciano alquanto perplessi i voti della giuria che premiano la realizzazione di un brutto e scomodo bar e l’ovvietà di un padiglione come quello dei paesi nordici dove forse la cosa più piacevole erano gli ironici attori che proponevano un mercato immobiliare banale e ripetitivo come le opere stesse presenti troppo simile nel gusto alla Punta della Dogana che, inaugurata in pompa magna, è parso un supermercato, molto bello, ma che conferma una sensazione di saldi dell’arte. Sicuramente più emozionante la collezione di Axel Vervoordt presentata a Palazzo Fortuny che, ripetendo la fortuna di Artempo, almeno non presenta troppe opere viste così spesso in circolazione e sui media, in quest’ultimo anno.
Il Padiglione Italia in un allestimento troppo ricco di lavori, penalizza ogni singolo artista, che confusamente si mescolano fra loro. Anche qui ogni artista conferma la propria cifra espressiva in una noia pari a quella di Cà Pesaro dove l’opposta rarefazione delle opere risulta troppo simile al vuoto.
Girando per Venezia si può dedicare una visita alle tantissime mostre tra cui mi hanno colpito quella del padiglione del Portogallo, con una serie di delicati video. “Unconditional Love” e "The fear society" all’ Arsenale Novissimo rare mostre costruita in modo lineare, l’apertura degli spazi della Fondazione Vedova, il padiglione dell’Islanda col progetto molto naif “The End” di Ragnar Kjartansson e nel medesimo edificio il Singapore con un lavoro documentativo di Ming Wong. Glass Stress all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, in campo Santo Stefano. “Steppes of Dreamers” a Palazzo Papadopoli vicino a Campo San Polo. Il Lussemburgo con “Collision Zone” vicino al ponte dell’Accademia. La piccola e delicata mostra di “Travelling Light: Londra/Venezia09” in Fondamenta Bragadin.
Sicuramente la magia di Venezia gioca le sue carte a dare incredibile cornice anche a molte cose che forse da sole non potrebbero nemmeno stare in piedi.
La sensazione finale è che gli artisti abbiano realizzato tanti compitini, giusto per arrivare a un sei striminzito, ma rarissimi tentativi coraggiosi e significativi di fare opere d’arte. Questo conferma che stiamo attraversando un periodo culturale generale di attesa e d’immobilismo.
Forse si fosse data più attenzione all’organizzazione delle mostre e un poco meno alla preparazione della moltitudine di party e gadget, proposti dai diversi paesi/gallerie/fondazioni, sicuramente si potevano presentare lavori più validi, se lo scopo era fare arte e non mercato, visto che questo lo fanno così bene a Basilea, da domani.

martedì 12 maggio 2009

Unione delle Comore


Segnalo concludendo che nello spazio acqueo antistante l’ingresso dei Giardini della Biennale ci saranno l’Unione delle Comore con il progetto “Djahazi” Paolo W. Tamburella. Commissario: Wahidat Hassani.

Uruguay


Vicino l’Uruguay con “Critical Landscapes” in cui sono presentati i lavori di Raquel Bessio, Juan Burgos, Pablo Uribe che coinvolgeranno tutto lo spazio disponibile in un lavoro giocato sull’edificio stesso. Commissario: Patricia Bentancur. Curatore: Alfredo Torres. http://www.uruguayenvenecia09.blogspot.com/

Svizzera


Nell’ampio spazio del Padiglione Svizzero c’è l’artista Silvia Bächli, noto per i suoi disegni gestuali e precisi . Commissario:Urs Staub. Mentre nella Chisa San Stae viene proposto il lavoro di Fabrice Gygi, accanto foto di un suo lavoro, che spesso traccia un'immagine disillusa della società e tuttavia scevra da toni pessimistici. Commissario: Andreas Münch.

Venezuela


Proseguiamo verso l’uscita ed incontriamo il padiglione realizzato da Carlo Scarpa per il Venezuela con “Mundo en Proceso” (Worlds in Process) con un gruppo di diverse provenienze: Gabriela Croes antropologa, Magdalena Fernández artista, Daniel Medina artista, Antonio Pérez antropologo, Claudio Perna artista concettuale, Bernardita Rakos cartografa dell’intimità, Antonieta Sosa artista e il Colectivo Todos somos Creadores, un gruppo di attivisti e comunicatori. Commissario: Jacqueline Rousset. Curatore: Masia Luz Cárdenas. Il progetto desidera affrontare il cambiamento sociale e culturale in atto con un’attenzione particolare a ciò che avviene nel sud america.

domenica 3 maggio 2009

Usa


Dietro quello degli Stati Uniti d'America dopo la presentazione, alla scorsa edizione, dei delicati lavori di Gonzales Felix Torres presenta un intervento ideato appositamente per questa manifestazione da Bruce Nauman (n. 1941), artista oramai storicizzato. L’opera si intitolerà “ Topological Gardens”. Commissari: Carlos Basualdo, Michael R. Taylor. Una parte del progetto sarà presso lo IUAV, ai Tolentini e all’Università di Ca’ Foscari. Nel 1999 vinse il Leone d’oro, edizione 48, con la Louise Bourgeois. E’ rappresentato da SperoneWestwater. Pare che ci siano problemi per la raccolta fondi per realizzare il progetto stimato 1,8 milioni di dollari.

Paesi Nordici

Anche una collettiva sul lato opposto, nel padiglione che raccoglie i Paesi Nordici ( Finlandia, Novergia e Svezia), in questo caso molti nomi noti, ma chissà se il duo atipici dei curatori Michael Elmgreen & Ingar Dragset, sapranno dare stimoli inaspettati;. Le opere proposte saranno degli artisti: Thora Dolven Balke, Massimo Bartolini, Hernan Bas, Guillaume Bijl, Maurizio Cattelan, Elmgreen & Dragset, Pepe Espaliúk, Tom of Finland, Simon Fujiwara, Han & Him, Laura Horelli, Martin Jacobson, William E. Jones, Terence Koh, Jani Leinonen, Klara Lidén, Jonathan Monk, Nico Muhly, Norway Says, Henrik Olesen, Nina Saunders, Vibeke Slyngstad, Sturtevant, Wolfgang Tillmans . Commissari: Marta Kuzma for the Nordic Committee and the Office for Contemporary Art Norway, The Danish Arts Council’s Committee for International Visual Art, Chairman Christine Buhl Andersen. www.danish-nordic-pavilions.com La mostra si espande anche al vicino padiglione della Danimarca

Russia


Ora è la volta del padiglione della Russia, che la scorsa edizione aveva suscitato grande attenzione, con una collettiva dal titoloo “Victory over the Future” in cui sono raccolti gli artisti : Pavel Pepperstein, Alexey Kallima, Andrei Molodkin, Gosha Ostretsov, Irina Korina, Sergei Shekhovtsov, Anatoly Shuravlev. Commissario: Vasili Tsereteli. Curatore: Olga Sviblova.


Corea


Vicino prosegue l’area asiatica con la Corea che presenta un intervento di Haegue Yang. Commissario: Eungie Joo. L’artista opera prevalentemente con sculture, video e installazioni. Con un’attenzione particolare verso i sentimenti umani e la storia, in uno spirito poetico.

Giappone

Il Giappone dopo le suggestioni del frontage di due anni fa presenta “Windswept Women: The Old Girls’ Troupe“ di Miwa Yanagi. Commissario: Hiroshi Minamishima. Commissari aggiunti: Shuji Takatori, Atsuko Sato. www.jpf.go.jp/venezia-biennale/art/e/53/index.html
Dalle prime indiscrezioni il progetto pare che tratterà il flusso e la mobilità della “morte” ideato con un tendaggio nero teatrante.
Website: www.jpf.go.jp/venezia-biennale/art/e/53/index.html

Germania


E subito dopo la Germania con Liam Gillick Curatore: Nicolaus Schafhausen. Ci sono già molte informazioni al sito www.deutscher-pavillon.com anche se per ora non si ha il progetto nella sua completezza.

Canada


Accanto il Canada con Mark Lewis che presenterà il video Cold Morning. Commissario: Barbara Fischer. Commissario aggiunto: Natalie de Vito. Tutti i dettagli al sito www.canadapavilionvenicebiennale.ca

Gran Bretagna

Alla destra il Padiglione della Gran Bretagna col noto artista video Steve McQueen, che per questa occasione ha già attivato un’opera a Verona curata da Francesco Bonami nella casa di Giulietta e Romeo. Commissario: Andrea Rose. Curatore: Richard Riley. www.britishcouncil.org/venicebiennale

Francia


Ora mi dirigo verso il gruppo dei padiglioni europei più attesi, iniziamo col padiglione della Francia con “Le grand soir” di Claude Lévêque. Commissari: CULTURESFRANCE in associazione con Délégations aux Arts Plastiques (DAP) e il Centre National des Arts Plastiques (CNAP). Curatore: Christian Bernard. Il progetto dovrebbe trattare dei grandi cambianeti in atto, ispirandosi alla Rivoluzione Francese. Impiegando però materiali molto contemporanei in un mix di immagini, luci e suoni come sua classica cifra espressiva.

Repubblica Ceca e Slovacca

Accanto il maiolicato padiglione della Repubblica Ceca e di quella Slovacca che presentano “Loop” di Roman Ondák, che aveva già partecipato alla 50° edizione della Biennale nel 2003. Commissario: Katarína Bajcurová. Curatore: Kathrin Rhomberg. (per ora non ci sono informazioni particolari).

Australia



Ritorniamo, attraversando il ponte, nella prima sezione dei giardini e visitiamo il solare padiglione Australiano che quest’anno presenta “MADDESTMAXIMVS – Planet & Stars Sequence 2009” video molto Madmax di Shaun Gladwell, commissario: Doug Hall AM. Mentre presso la Ludoteca Santa Maria Ausiliatrice, Castello 450 ci sarà “Once Removed” dedicata ad una visione più australiana del fare artistico, con Vernon Ah Kee, Ken Yonetani, Claire Healy & Sean Cordeiro. Curatore: Felicity Fenner. Tutti i dettagli e le immagini al sito: www.australiavenicebiennale.com.au


Grecia


Conclude il giro, di questa area, la Grecia in posizione opposta all’Austria, essa propone una multi-installazione dal titolo “Paraxena” di Lucas Samaras, che sviluppa il suo percorso creativo già proposto al Moma di New York. Commissario: Ministro della Cultura, Grecia. Curatore: Mattew Higgs.

domenica 5 aprile 2009

Romania







Subito accanto c’è quello della Romania che raggruppati sotto il titolo “The Seductiveness of the Interval” presentano le opere di Romania: Stefan Constantinescu, Andrea Faciu e Ciprian Muresan. Commissario: Monica Morariu. Curatore: Alina Serban. ( www.seductiveness-of-interval.ro )
Le opere voglio mettere in luce il passaggio di una parte di realta ad un’altra immaginaria, la transizione.
L'allestimento sarà costituita da due opere di Stefan Constantinescu - film documentario "Passage" (2005, 62 ') e il breve "filobus 92" – Mentre Ciprian Muresan presenterà due proiezioni di diapositive intitolate "Auto-da-Fe" , sulla base di un omonimo album con 154 foto scattate dall'artista e la clip "Luv Dog". Sarà un’installazione dal titolo "Exuberantia sospeso", l’opera realizzata da Andrea Faciu. La selezione è avvenuta dopo un concorso nazionale.

Polonia


Dopo, due anni fa ci dovrebbe essere il Padiglione Venezia, ma fino ad ora non ho nessuna informazione, per cui passiamo oltre e troviamo quello della Polonia con il lavoro “ Opisti / Visitors / Go?cie” di Krzysztof Wodiczko. Commissario: Agnieszka Morawinska. Curatore: Bozena Czubak. L’artista fu già scelto nel 1986 e nel 2000 (ma era per la Biennale di Archiettura). Rispettando la sua attenzione di denucia sociale il suo lavoro tratterà dei lavoratori polacchi in Italia, quasi probabilmente con proiezioni site specific. Attualmente sta lavorando per un monumento commemorativo dell'abolizione della schiavitù con l'architetto Julian Bonder. L’artista è rappresentato dalla Galerie Lelong, con sede a NewYork, Parigi e Zurigo, via critico al mercato ma anche molto attento alle sue strategie.

Egitto




Accanto l’Egitto che con Adel El Siwi, Ahmad Askalany (già presenti due anni fa ...) raccolti sotto il titolo “Leggermente monumentale” Commissario: Adel El Siwi.

Serbia


Proseguendo verso la lunga serie di spazi della lunga palazzina s’incontra subito la Serbia che presenta Katarina Zdjelar che realizzerà il progetto “Warmth - Zoran Todorovi? / But if you take my voice, what will be left to me?” . Proponendo una lavoro sul linguaggio. Commissario: Branislav Dimitrijevi.


Austria




Proseguendo sulla sinistra si incontra il Padiglione dell’Austria, realizzato da Josef Hoffmann e R.Kramreiter nel 1933, che quest’anno propone un gruppo di artisti che tratteranno una visione critica-sociale. Il gruppo è composto da : Elke Krystufek, nata nel 1970 che esporra nella sala principale con una caratterizzazione femminista, a sinistra poi Dorit Margreiter (nata nel 1968), e l’ala destra occupata dai lavori di Franziska (nata 1953) & Lois (nato nel 1947) Weinberger che pare si muoveranno su un lavoro dedicato all’ordine naturale. Commissari/Curatori: VAILE EXPORT, Silvia Eiblmayr. Sede: Padiglione ai Giardini.

Brasile


Ora attraversiamo il ponte e ci portiamo nella seconda sezione dei Giardini dove ci accoglie subito il Padiglione del Brasile, realizzato da N.Marchesini, in cui saranno esposti i lavori di Luiz Braga e Delson Uchôa. Commissario: Manoel Francisco Pires da Costa. Curatore: Ivo Mesquita. Per ora non pare essereci un progetto specifico ma una normale mostra di opere dei due artisti, si possono trovare alcune info nei siti www.luizbraga.fot.br e www.delsonuchoa.com o www.bienalsaopaulo.org.br .

domenica 29 marzo 2009

Israele


Accanto il moderno spazio di Israele che presenta le opere pittoriche di Raffi Lavie (Tel Aviv, 1937 - Tel Aviv, May 7, 2007) morto l’anno scorso per un tumore al pancreas e di cui non è stato fatto il funerale poiché il suo corpo è stato donato all’Università di Tel Aviv, come ci informano le poche notizie trovate sul web. La sua è una pittura astratta, parallela in certe forme allo stile di Cy Twombly.

Ungheria


Dietro si trova il padiglione dell’Ungheria che ospiterà l’intervento dal titolo, provvisorio, “Col Tempo – Il progetto W. “ di Péter Forgács. Commissario: Zsolt Petrányi. Curatore: András Rényi. Si tratta di un’installazione che tratta in modo estetico il tema della xenofobia e della relativa globalizzazione economica. Ponendo l’attenzione agli stereotipi etnici e quindi sui pregiudizi, soprattutto fisici o del vestire. L’artista parte da un famoso quadro del Giorgione “ La Vecchia” che descrive dettagliatamente questa figura, ancora oggi dopo tanto tempo. Il progetto “Col tempo” si basa quindi nel presentare una selezione di ritratti, tutti di volto provenienti dalle ricerche dell’antropologo Josef Wastl fra il 1939-43, fermi nel tempo, di cui si può supporre un’identità, una cultura, una storia, ora lontani dal nostro tempo.

Finlandia


Alla destra del Palazzo delle Esposizioni c’è il Padiglione della Finlandia, che per molti anni è stato dato in uso all’Islanda, e che quest’anno presenterà, nel suo padiglione ideato da Alvar Aalto, “Fire & Rescue Museum” di Jussi Kivi. Commissario: Berndt Arell mentre i Curatori sono Marketta Seppälä, Arja Miller, Marita Muukkonen.

Palazzo delle Esposizioni

Conclude il primo gruppo di padiglioni quello che una volta era il Padiglione Italia e che ora è diventato il Palazzo delle Esposizioni della Biennale. Sottolineando così la sua riqualificazione e la sua nuova natura multiforme, che vedrà operare questa struttura tutto l’anno al servizio delle grandi mostre ma anche del pubblico. Al Palazzo delle Esposizioni, in una nuova ala ristrutturata, sarà, infatti, riaperto al pubblico dopo 10 anni la biblioteca dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), con l’archivio documentale, libri, cataloghi, periodici consultabili in sale di lettura per i ricercatori e per i visitatori delle mostre. Questa struttura polifunzionale e versatile, sarà così destinata a essere fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri Padiglioni ai Giardini, anche con aree destinate a bookshop e all’attività Educational. In questi spazi il curatore Daniel Birnbaum presenterà una parte degli artisti selezionati raccolti sotto il titolo “Fare Mondi”.

giovedì 26 marzo 2009

Olanda

Dopo c’è il Padiglione dell’Olanda che presenterà il progetto “Disorient” dell’artista Fiona Tan curato da Saskia Bos, attualmente non ci sono ancora informazioni in merito, ma c’è già una sezione del sito di Fiona che prevederà prossimi aggiornamenti informativi www.fionatanvenice.nl

Belgio


Si hanno già dei dati sull’intervento che Jef Geys (1934, Leopoldsburg) realizzerà nel vicino Padiglione del Belgio con la collaborazione del curatore Dirk Snauwaert. Esso si presenta come una sfaccettata indagine interdisciplinare con piani, inventari, descrizioni, fotografie e disegni, alla quale si aggiunge una edizione speciale del Kempens Informatieblad, il bollettino d’informazione dell’autore.
Titolo del progetto: “Quadra Medicinale” si tratta di un lavoro particolarmente delicato in cui l’artista fa analizzare da conoscenti diverse porzione di spazio pubblico verificando la presenza di vegetazione, che viene documentata e studiata.
Dopo la scomparsa del Kempens Informatieblad, foglio locale distribuito porta a porta, Jef Geys decide nel 1971 di riprendere la testata. Da allora pubblica una edizione speciale per ognuna delle sue mostre. Per la Biennale voleva far stampare 150 000 esemplari ‘commestibili’ per distribuirli a Venezia, nell’intento di concretizzare letteralmente il paradigma delle scienze umane che ‘conoscenza vale nutrimento’ e di comprovare lo slogan ‘cradle to cradle’ che ‘i rifiuti sono fonte di cibo’. I principi di tecnologia e di design auspicati dal movimento ‘cradle to cradle’ per promuovere l’applicazione di processi biodegradabili ai metodi di produzione non sono ancora sufficientemente sviluppati per permettere sinora la realizzazione di un ‘giornale commestibile’.

Spagna


Andando ora negli storici Giardini incontriamo entrando alla nostra sinistra il primo padiglione, quello della Spagna, che è presente alla Biennale dal 1895, che per questa edizione presenterà Miquel Barceló, che dopo le grandi polemiche suscitate dal suo intervento per la sede dell’Onu a Ginevra, più per la gestione dei fondi usati che per il suo operato. Torna alla ribalta con un intervento di cui per ora non è stato fornito nessuna informazione. Di lui sappiamo che nasce l’8 gennaio 1957 a Felanitx sull’isola di Maiorca. Il suo approccio è prima alla pittura astratta per poi trasformala con elementi multi-materici. Ha frequenta Jaon Mirò alla fine degli anni 70. Con l’esposizione collettiva Otras figuraciones organizzata a Madrid alla Fundación “la Caixa” dalla curatrice spagnola Maria de Corral, conosce Rudi Fuchs. Quest’ultimo è designato direttore artistico di Documenta 7, e l’anno successivo invita l’artista a prendere parte alla prestigiosa rassegna di Kassel aprendogli così, a soli venticinque anni, le porte del firmamento dell’arte internazionale. Entra in rapporto con la galleria Yvon Lambert e poi con Bruno Bischofberger. Commissario di questo padiglione: Enrique Juncosa.

Tour nei Padiglioni nazionali - Italia

Iniziamo ora un breve percorso nei padiglioni nazionali, iniziando dal Padiglione Italia

Il Padiglione Italia sarà collocato nella Tese delle Vergini negli spazi dell’Arsenale. Qui, il Padiglione italiano ha assunto la denominazione di Padiglione Italia, ed è stato ingrandito affacciandosi ora al Giardino delle Vergini, dove un nuovo ingresso al pubblico – attraverso un ponte - collegherà il Giardino stesso al Sestiere di Castello. Questo rinnovato complesso espositivo è destinato alla Partecipazione italiana curata da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, e organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali con la PARC - Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee. In questi suggestivi luoghi troveranno spazio i diversi artisti della collettiva proposta dai curatori, per interpretare il tema “Collaudi 1909 - 2009. Omaggio a Filippo Tommaso Marinetti”.

Prime indiscrezioni fanno sapere che Valerio Berrutti realizzerà un delicato intervento col sottofondo musicale ideato dal suo conterraneo Paolo Conte. Mentre molto articolati saranno i lavori degli altri che sono: Matteo Basilé, Manfredi Beninanti, Bertozzi&Casoni, Nicola Bolla, Sandro Chia, Marco Cingolani, Giacomo Costa, Aron Demetz, Roberto Floreani, Daniele Galliano, Marco Lodola, Masbedo, Gian Marco Montesano, Davide Nido, Luca Pignatelli, Elisa Sighicelli, Sissi, Nicola Verlato, Silvio Wolf.

Già record!


Sparsi fra gli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, saranno ben 77 Partecipazioni nazionali con proprie mostre, battendo il già alto record della Biennale precedente. Parallelamente si prevedono un numero di 38 Eventi artistici collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la Biennale. La lista non è ancora definitiva ma può vantare eventi di assoluto interesse in molti spazi in riva alla Laguna fino a Verona, dove la mostra di Marc Quinn sarà ufficialmente un evento a latere. Ma torniamo in Laguna, “dove è stata importante - è il presidente Baratta a parlare - la risposta della charity, delle fondazioni private senza fine di lucro”. Sarajevo: Rebuilding a World / Future Post History sarà ospitata a Ca' Pesaro ed a Ca' Farsetti e organizzata da Ars Aevi. Stella Art Foundation organizzerà This Obscure Object of Art a Ca' Rezzonico, progetto dedicato all'arte contemporanea russa. Ci sarà anche la città di Murcia, che ospiterà la prossima Manifesta, con la mostra The Fear Society. Pabellon de Urgencia all'Arsenale Novissimo. ArtSway è una struttura che sostiene nuovi talenti favorendo un approccio libero alla creatività, a Venezia propone New Forest con gli artisti che hanno effettuato una Production Residency. Detournement Venise 2009, orgnaizzato dal Momap - the art&architecture factory - è un evento che celebra il dialogo tra scienza, ricerca, arte e architettura in diversi siti in tutta Venezia. Molte altre le iniziative (una quarantina gli eventi a latere) che saranno disseminate in Laguna. Invece presso i Giardini, lo storico Padiglione Italia assume la denominazione di Palazzo delle Esposizioni della Biennale. Sottolineando così la sua riqualificazione e la sua nuova natura multiforme, che vedrà operare questa struttura tutto l’anno al servizio delle grandi mostre ma anche del pubblico. Al Palazzo delle Esposizioni, in una nuova ala ristrutturata sarà infatti riaperta al pubblico dopo 10 anni la biblioteca dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), con l’archivio documentale, libri, cataloghi, periodici consultabili in sale di lettura per i ricercatori e per i visitatori delle mostre. Questa struttura polifunzionale e versatile, sarà così destinata a essere fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri Padiglioni ai Giardini, anche con aree destinate a bookshop e all’attività Educational.
A Venezia, infine, aprirà completamente rinnovata a giugno (in concomitanza con la 53. Esposizione) la sede storica della Biennale, Ca’ Giustinian (a San Marco), che sarà una “casa aperta” alla cittadinanza.

Sponsor

Sostengo questa edizione della 53. Esposizione Internazionale d’Arte : di Aci- Automobile Club d’Italia, Foscarini, Nivea, Artek, Micromegas, Casamania, Matteograssi, Bisazza, Link, Mediacontech. Si ringrazia lo studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP.

La Giuria Internazionale

La Giuria internazionale, per questa edizione è presieduta:
Angela Vettese - Laureata in Filosofia all’Università di Milano, ha conseguito il perfezionamento in Storia dell’Arte all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Insegna Storia dell’Arte al CLEACC (Corso di Laurea in Economia per le Arti e la Comunicazione) all’Università Bocconi di Milano e inoltre è fondatrice della Facoltà delle Arti dello IUAV a Venezia, dove insegna e dirige il Corso di Laurea Specialistica in Arte Visiva. È autrice di numerose pubblicazioni relative a un ampio raggio di artisti tra i quali Marlene Dumas e Dan Flavin.

ed è composta da:

Jack Bankowsky - Uno tra i più autorevoli saggisti d’arte negli Stati Uniti. È critico d’arte ed Editor-at-Large per la rivista “Artforum”, di cui è stato caporedattore per più di un decennio, dal 1992 al 2004. Bankowsky è stato il fondatore di “Bookforum”, dove ricopre ancora l’incarico di direttore editoriale. Inoltre, all’interno della Yale School of Art, Bankowsky ha operato come membro di Facoltà e ha fatto parte del consiglio consultivo del Graduate Studies Program in Criticism and Theory presso l’Art Center College of Design.

Homi K. Bhabha - “Anne F. Rothenberg Professor of the Humanities” al Dipartimento di Inglese dell’Università di Harvard; Direttore del Centro di Studi Umanistici ad Harvard e Distinguished Visiting Professor in the Humanities presso l’University College di Londra. Formatosi all’Università di Bombay e al Christ Church College dell’Università di Oxford, ha al suo attivo numerose pubblicazioni giornalistiche in riviste come “New Formations”, “Oxford Literary Review” e “Screen”. È all’interno delle redazioni di riviste come “October”, “Critical Inquiry” e “New Formations” e collabora regolarmente con “Artforum”.

Sarat Maharaj - Titolare del Research Professor Fellowship al Goldsmiths’ College a Londra, e professore di Visual Art and Knowledge Systems all’Università di Lund, Svezia. Maharaj è stato il primo “Rudolf Arnheim Professor” alla Humboldt University di Berlino ed è ricercatore alla Jan Van Eyck Akademie di Maastricht. I suoi studi s’incentrano sull’interpretazione e la differenza culturali, sulle arti tessili, sonore e visive intese come produzione di conoscenza. Maharaj è stato co-curatore di Documenta XI, nel 2002 e ha curato Knowledge Lab, presso la Haus der Kulturen der Welt di Berlino nel 2005.

Julia Voss - Uno dei più importanti critici culturali tedeschi. È scrittrice, giornalista e critico della sezione culturale del “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Dopo aver studiato Letteratura Tedesca Moderna, Storia d’Arte e Filosofia alla Freiburg im Breisgau a Londra e Berlino, la sua tesi di dottorato dal titolo Darwin's pictures as an aspect of evolutionary theory between 1837 and 1874 è stata pubblicata da S. Fischer Verlag nel 2007. Il libro più recente di Julia Voss è un’introduzione a Darwin edita da Junius Verlag.

che assegneranno i seguenti premi:

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale della 53. Esposizione,
Leone d’Oro per il miglior artista della mostra Fare Mondi // Making Worlds,
Leone d’Argento per il più promettente giovane artista della mostra Fare Mondi // Making Worlds.

La Giuria può attribuire, inoltre, delle menzioni speciali agli artisti partecipanti e alle Partecipazioni Nazionali, per un massimo di tre.

Cerimonia d'inaugurazione

La cerimonia di inaugurazione e di premiazione della 53. Esposizione avrà luogo sabato 6 giugno ai Giardini, con la consegna dei premi ufficiali assegnati dalla giuria internazionale. Saranno inoltre consegnati due Leoni d’oro alla carriera agli artisti Yoko Ono e John Baldessari.

Yoko Ono (Tokio, 1933) è una figura chiave nell’arte del dopoguerra. Pioniera della performance art e dell’arte concettuale, è oggi una delle artiste più influenti. Molto prima di diventare un’icona nella cultura popolare, ha sviluppato strategie artistiche che hanno lasciato una traccia duratura sia nel suo nativo Giappone, sia in Occidente.

John Baldessari (California, 1931) è uno dei più importanti artisti visivi di oggi. Spesso ritenuto il più autorevole docente d’arte dei nostri tempi, ha innanzitutto sviluppato un proprio specifico linguaggio visivo. Dagli anni ’60 ha lavorato in molte discipline e ha realizzato un eccezionale corpus d’opere che ha ispirato diverse generazioni di artisti.

Chi è Daniel Birnbaum?



Il Direttore della 53. Esposizione è Daniel Birnbaum. Nato a Stoccolma nel 1963, Daniel Birnbaum è curatore di istituzioni e mostre a livello internazionale e dal 2001 Rettore della Staedelschule di Francoforte sul Meno (Germania), accademia che concilia l’insegnamento dell’arte contemporanea con la sperimentazione e la ricerca creativa. Dal 1998 è redattore di Artforum, New York, con cui collabora regolarmente dal 1995. Dai primi anni ‘90 ha collaborato regolarmente con altre riviste come Parkett e Frieze. A Francoforte sul Meno (Germania) cura lo spazio espositivo Portikus,.

Come titolo della rassegna ha scelto :Fare Mondi // Making Worlds, che collega in un’unica mostra le sedi espositive del rinnovato Palazzo delle Esposizioni della Biennale (Giardini) e dell’Arsenale, e riunisce – inclusi i collettivi – più di 90 artisti da tutto il mondo, con nuove opere di tutti i linguaggi.

Per la direzione della mostra Daniel Birnbaum si avvale dell’assistenza di Jochen Volz (organizzatore artistico). Un ulteriore supporto deriva da un team internazionale di corrispondenti che si compone di: Savita Apte, Tom Eccles, Hu Fang, Maria Finders.